Ciao Vecio!

“Mai mollare”, frase ricorrente che usciva dalla bocca del Gigi. Due semplici parole, ripetute ancora pochi giorni fa. E così è stato, ne siamo tutti sicuri.

D’altronde Gigi, quando volevi dire qualcosa era così e basta. Hai cominciato a far parte della famiglia del Riva quando ancora eri allenatore dell’Arogno. Una convenzione legava le nostre squadre. « Ti, Nan, mandum sü quaidun che sém cüntaa » (scusa se non riporto correttamente le tue frasi in dialetto). E puntualmente qualcuno per te c’era sempre. «Vegn sü a dam ‘na man». E pronti-via, si partiva, sempre volentieri. E lascia perdere se qualche volta si litigava con la morosa, tanto alla fine capiva. La prima volta al torneo di Dongio. Tutto è partito da lì.

L’anno in cui il Riva ha vinto il campionato c’era un rituale ben preciso. Ogni partita in trasferta, infatti, ci preparavi la pasta : « Ritrovo a mezzogiorno dal Gigi alla Palma », il messaggio che inviavo ai ragazzi. Giocatori che, in seguito, organizzavano anche le cene alla Palma. Di solito era Bourguignonne o Raclette. Dotti, Fat e il Pool se la ricordano bene la raclette : avevi preparato loro di tutto e di più. Ma dalla tua faccia – raccontano ancora oggi – si capiva che eri preoccupato, quasi non avessero mangiato abbastanza o se la ‘location’ non piacesse. E quando il Paolino ti chiese se ci fosse qualcosa che non andava la risposta è stata : «Scüsa neh, Sém un puu chi à la bona». Probabilmente era proprio quello il bello : da te era come essere in famiglia. E poi, lascia stare, quella frase ancora oggi viene ironicamente e affettuosamente ricordata.

Poi un ulteriore passo, quando hai accettato di diventare il vice allenatore della squadra. O meglio, come preferivi tu, va detto che il tuo ruolo era quello di aiuto. Balle, eri molto di più, dentro e fuori dal campo. Quanta ironia, ma allo stesso tempo quanta serietà. «Fiöö, correre!» Temutissima frase durante il riscaldamento. Te ne occupavi tu, ventata di freschezza con esercizi e giochi sempre nuovi. Durante la stagione i reni hanno deciso di darti qualche grattacapo in più. Ma il motto «mai mollare» era sempre presente. «Se riési vegni giò al camp». E così era, anche solo per fare un saluto. Sai Gigi, io credo che questa tua generosità i ragazzi l’abbiano sempre portata in campo. Anche quando abbiamo rischiato di andare in quinta. «Mai mollare», d’altronde. Anno in cui l’imperativo calcistico era uno solo : «Mét a posct la difesa!». Eh già, valeva per me, valeva per ‘Ul Dunin’, valeva per tutti. E anche quando le cose andavano bene, ce n’era una : volevi il meglio, ma sempre con il sorriso o con una battuta ironica : «Spadin, bravisim… ma al déf cur pusé» tanto per dirne una. Le cure mediche ti hanno costretto ad abbandonare il campo, ma l’occhio vigile era sempre presente. Anche durante l’attuale stagione : «la squadra la ghè, però devono lottare». Ancora una volta : «Mai mollare». E così sarà.

Ciao Vecio, un forte abbraccio a te e all’amata ‘Silvietta’, a cui siamo vicini in questo triste momento.

 

‘Nan’ e tutta la famiglia dell’Fc Riva