L’andata è andata agli archivi e il campo ha detto quello che doveva dire. Riva però non si limita ad essere una partita a settimana, Riva è molto di più. Dietro le quinte sono accaduti una miriade di eventi che hanno caratterizzato questi primi mesi della nuova stagione. Dopo attenta analisi, abbiamo selezionato per voi i Top Moments (non in ordine d’importanza) che difficilmente saranno scordati dai chi satellita dentro o attorno alla squadra.

 Michel “Micio” Santini. È uno dei veterani della ciurma di Lippmann, ha la battuta sempre pronta e conosce il mondo delle scommesse sportive meglio dei famigerati “Zingari”. Il nostro numero 39 non ha lesinato perle nemmeno quest’anno. Ha dato il meglio di sé nel mesi di novembre, quando le temperature sono calate drasticamente. Ma il nostro regista non si è fatto sorprendere: termica di dubbia provenienza dentro i mutandoni tirati su alla Fantozzi, guanti della nonna di un grigio candido e si entra in campo a fare veroniche contro Malcantone 2 e Lema.

Andrea “Cap” Donini. Inossidabile capitano, uomo dalle mille battaglie. Ha più congedi lui il martedì che un reduce di guerra, ma a noi piace così. La sua frase più gettonata è “Questo è l’ultimo anno ragazzi, non ce la faccio più”, ma immancabilmente in campo agli avversari lascia le briciole. Ogni tanto però la fatica e l’età si fanno sentire, mandando in appannamento il centrale difensivo. Memorabile il “basta spazzare!” urlato durante un Campionese – Riva mentre stava malamente scaraventando la palla verso chissà quali destinazione ignote.

La corsa defaticante del martedì. Bisogna dirlo, ha fatto più vittime della peste. I 10 minuti di defaticamento del martedì sono forse la cosa più odiata a Riva dopo le sconfitte in partitella. Pur di evitarla se ne sono viste di tutte i colori. Chi si fa massaggiare dal fisio all’ultimo (Scacchi), chi immancabilmente deve svuotare il canarino dopo i primi passi (Gill è un maestro in questo) o addirittura chi bellamente arriva terminati i dieci minuti, inventando scuse poco credibili: riunioni, accompagnare un parente all’aeroporto o l’incredibile traffico nei pressi del San Giorgio.

L’allievo B. Riva dimostra di puntare sul settore giovanile, tanto da convocare, e far giocare dal primo minuto, un giovane uomo di fascia proveniente dagli allievi B. Aggiungiamoci il fatto che era la partita di Coppa contro il Minusio (II Lega) e capiamo bene quanto credano nella canterà i gialloblù. Ma nello spogliatoio qualcosa non torna, qualcuno si insospettisce ed ecco il colpo di scena. Ma quale allievo B… è il grande Darione Mantegazzi, arzillo ultra 30enne che per l’occasione si era presentato privo di barba, tornando indietro alla sua giovinezza, quando ancora c’era il Muro di Berlino e il Milan era guidato dagli olandesi.

Le polemiche di Ismet. Dalle borracce vuote a pochi minuti dal fischio d’inizio alla scelta della musica, passando per l’abbigliamento dei compagni durante gli allenamenti. Ismet ha sempre da ridire. Il mitico “Fazioli” ha l’incredibile capacità di prendersela per cose apparentemente di poco conto. Eppure se gli si spegne la luce, il terzino con la rimessa più lunga al mondo diventa intrattabilmente polemico. Capitan futuro però si è vendicato, rubando con un sorriso a 32 denti la fascia da capitano a Micio dopo l’uscita dal campo di Doni. Capitan futuro ce l’ha finalmente fatta.

Cisa e lo scotch. Reduce da un campionato chiuso con all’attivo diversi gol, Cristian “Cisa” Kos ha deciso di ripartire con l’intento di fare meglio ancora. Particolarmente scaramantico, la mezz’ala rivense se n’è guardato bene dal cambiare le scarpette tanto fortunate, malgrado presentassero più buchi dell’emmental e la pelle fosse ormai diventata cemento. Un doppio giro di scotch da pacchi ed ecco che Cisa entrava in campo in versione pacco Ikea.

Carlo il motivatore. Carlo “Cafe Colombia” Piffaretti è uno degli ultimi arrivati in casa Riva, ma le sue uscite degne di nota non si sono fatte attendere. Qualcuno potrebbe erroneamente pensare che i post da bimbo minchia con citazioni da ergastolo sui suoi profili Social fossero il meglio del peggio, ma non è così. In perfetta versione Escobar, Carlo si è fatto notare per la sua grande capacità di motivatore prima delle partite, grazie a discorsi che avrebbero commosso anche Al Pacino.

Scacchi e crampi. Il bomber venuto dalla terza lega ha sicuramente dimostrato di vedere bene la porta, confermando la sua attitudine al gol. A volte però le cose sono andate meno bene, come quando durante la partita contro l’Origlio ha gettato la spugna, chiedendo il cambio. Fase difensiva troppo intensa? Pressing asfissiante sulla difesa avversaria? Macché… dietro ai crampi un solo motivo: la partitella di tennis del pomeriggio. Scac, ta ghe pü vint ann…

Sbiascica bene chi sbiascica meglio. Si potrebbe scrivere un libro intero sulle frasi senza senso uscite dalle bocche dei Gladiatori del lago. Durante le fasi più intense della partite, quando le forze vengono a mancare, i nostri riescono ad entrare in trance agonistica, scordandosi letteralmente l’italiano. Memorabile il “Raga, dobbiamo parlet di più” del Cap, così come Tino alla pausa contro il Minusio: “mister ma il terzi..no..so…torna, no niente..”

Un romantico a Riva. Il calcio si vive con passione. A Riva tutti hanno dimostrato di tenere alla maglia, mostrando vero amore per i colori sociali. Poi c’è chi questo amore lo porta nel privato, ed ecco che David “Patato” Nessi rende omaggio al suo cognome, diventando poeta stilnovista su Facebook. Frasi sdolcinate, cuori, foto da diabete e qualche errore grammaticale, così Patato si è preso la scena sulla piattaforma, ottenendo i big likes come forse nessuno mai.

 

(Dotti, Cisa, Paddy)