Gaffuri: ‘Avevo deciso si smettere’. Ma poi…

Goal, ironia, tanto impegno. Carattere forte, emerso in numerose circostanze. Ma alla base di tutto, amicizia e passione. E così, nell’anno della promozione a Riva San Vitale arriva un giocatore il cui nome – e non è una frase fatta – in paese non verrà mai dimenticato. Simone Gaffuri,  bomber indiscusso della stagione e compagno d’attacco di Fabio Spadini. Una coppia, quella del campionato 2012/2013, da far invidia a categorie ben superiori. Ora ‘Gaffu’ è allenatore ed ha appena conquistato una promozione in terza divisione con il Vacallo. Ieri sera, a Bizzarone, il Riva e ‘Gaffu’ si sono nuovamente incontrati, questa volta in amichevole. Ne è nata quindi l’occasione giusta per fare due chiacchiere con chi è entrato di diritto nella storia gialloblù:

Simone, l’anno scorso hai conquistato la promozione al tuo primo anno in panchina come ‘Mister’. Ora siete in terza, cosa ti aspetti?
L’anno scorso è andata bene! Nonostante i 13 punti di vantaggio sulla seconda possano far credere ad una cavalcata trionfale in realtà è stata dura. Il distacco si è creato solo alla fine. Fino a metà ritorno siamo stati costretti ad inseguire, dopo la prima di ritorno i punti dal Breganzona (poi seconda classificata, ndr) erano 5. Siamo stati bravi, una volta passati in testa, a mantenere alta la tensione e non concedere più nulla alle inseguitrici. C’è poi stato anche il percorso in coppa Ticino dove siamo stati eliminati solo ai rigori dal Losone ai quarti di finale.
In terza mi aspetto un campionato duro e difficile, 26 partite sono tantissime e ogni punto sarà importante. Da neopromossa l’obbiettivo sarà quello di salvarci!

Sei contento della rosa che hai a disposizione?
Sono soddisfatto dei giocatori che ho a disposizione. Rispetto all’anno scorso credo di poter dire che la squadra sia migliorata. In sede di mercato ci siamo mossi bene, chi è partito è stato sostituito più che degnamente. Si sono aggiunti due giovani (un ’98 e un ’96) a portare qualità ed entusiasmo!

Cosa ti ha spinto – a trent’anni – ad appendere le scarpette al chiodo in favore di una carriera come allenatore?
Diverse cose…il fatto di non riuscire più ad essere protagonista ha fatto sicuramente la differenza. Nel mio ultimo anno da calciatore mi preoccupavo più di guardare come si muovevano le difese avversarie invece di fare gol. Mi sono accorto che la voglia di venire al campo ad allenarmi era sempre di meno. Ho sempre avuto il “pallino” di allenare, mi sono accorto che era giunto il momento di mettere in pratica tutte le ore spese a giocare a Scudetto o a Football Manager.
Scherzi a parte…credo che un giorno mi pentirò di aver smesso cosi presto ma, in questo momento, sento che l’unica cosa che voglio fare è proprio allenare!

Per due anni sei stato un giocatore dell’Fc Riva, hai contribuito alla storica promozione del 2013, segnando 23 goal in una stagione. Quali sono i ricordi più belli che hai?
Gli anni di Riva, soprattutto il primo, sono stati fantastici. Spesso mi capita di pensarci…. La gente che ho conosciuto, gli amici che ho ritrovato mi hanno fatto come rinascere. Dopo un anno difficile a Castello avevo praticamente deciso di smettere di giocare, ma avevo comunque voglia di tenermi in forma. Mi ricordo di avere incontrato Lippi (Stefano Lippmann, ndr) a Castello chiedendogli il permesso di allenarmi con il Riva una, massimo due volte a settimana. Lippi acconsentì a patto che firmassi anche il trasferimento. Il resto ormai è storia: mi trovai così bene che invece di due volte alla settimana cominciai a presenziare regolarmente. L’anno della promozione fu qualcosa di eccezionale! Una sola partita persa in tutto il campionato, due turni di coppa superati eliminando due squadre di categoria superiore. Un grande condottiero, tanti buoni calciatori ma soprattutto grandi persone (e non parlo solo dei giocatori).
Il secondo anno purtroppo non fu altrettanto buono…Il mio rendimento non fu quello dell’anno precedente e purtroppo nemmeno il mio impegno.
Cambierei molte cose del secondo anno, soprattutto alcuni miei comportamenti nei confronti del mister. Quando passi dal campo alla panchina capisci come alcuni atteggiamenti, che in quel momento possono sembrarti corretti e giustificati, sono invece nocivi a te e a tutto il resto della squadra.
Mi sarebbe piaciuto essere ricordato per le reti fatte nell’anno della promozione, ora invece ho la sensazione di aver fatto il “classico anno di troppo”.
Spero comunque di aver lasciato un buon ricordo di me come persona.

Un aneddoto in particolare?
Quando penso a Riva non riesco a togliermi dalla testa la sensazione che ho provato quando il Morbio, all’ultima giornata, ha segnato il 2-1 a metà del secondo tempo. Perdere quella partita sarebbe stato un dramma, una anno di sacrifici buttato via. Nel primo tempo segnai l’uno a zero ma a inizio secondo tempo mi mangiai un gol pazzesco. Ero nervoso e mi sentivo sulle spalle la responsabilità di quel gol sbagliato. Mi sentivo come in trans (non un trans)…non riuscivo bene a ragionare e lo sconforto stava prendendo il sopravvento. Verso l’ 80esimo riuscii a segnare il due a due ma sapevo che non bastava. Un pareggio avrebbe messo l’Arosio (la diretta inseguitrice e ancora in corsa per vincere il campionato, ndr) nella situazione di avere il destino nelle proprie mani il giorno dopo nel derby contro il Lema.
Negli ultimi minuti Lippi decise saggiamente di giocarsi il tutto per tutto buttandosi nella lotta. A 3 minuti dalla fine, mi ricordo come se fosse ieri, la palla arrivò in area nei piedi di Lippi che la spostò rapidamente sul sinistro, rasoiata potente e…3-2…pazzesco!
A qual punto non capivo più niente….fuori Lippi e dentro Cadei a dare man forte alla difesa. Micio Valtulini che non fischia la fine…”DAI MICIO FISCHIA C***O!” (l’ultima parola la riportiamo così, ndr) continuavo a gridargli. Il triplice fischio fu una liberazione…corsi ad abbracciare Lippi (guarda il video).
Pensando di fare una cosa saggia mi diressi verso Micio (Santini) consigliandogli di seguirmi in spogliatoio. “Dobbiamo mettere tutti i vestiti in borsa altrimenti dopo con le birre ce li bagnano tutti”…Purtroppo proprio mentre eravamo dentro fu scattata una foto con tutti i giocatori in festa…LA FOTO DELLA PROMOZIONE. Per colpa mia io e Micio non ci siamo.

Hai ancora legami con l’ambiente rivense? Hai mantenuto amicizie?
L’ambiente rivense mi è rimasto dentro. Quando vedo un ex compagno sono sempre felice. Purtroppo non è cosi facile mantenere i rapporti con tutti ma si cerca di fare il possibile. Con alcuni ho rapporti regolari, nel senso che si riesce a sentirsi quasi quotidianamente, altri addirittura mi hanno seguito nella mia avventura a Vacallo.

Qualcos’altro da aggiungere? Un pensiero particolare?
Si, mi piacerebbe avere un piccolo gagliardetto con lo stemma del Riva…esiste?

 

Foto Ti-Press/Gabriele Putzu
Foto Ti-Press/Gabriele Putzu

 

(SLI)